ASCOLTO E VALUTAZIONETUTTO SBAGLIATO: ascoltomani e tecnofili continuano ad ERRARE

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el PRATos Gonzales
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TUTTO SBAGLIATO: ascoltomani e tecnofili continuano ad ERRARE

#1

Messaggio da leggere da el PRATos Gonzales » lunedì 4 luglio 2016, 15:40

TUTTO SBAGLIATO: ascoltomani e tecnofili continuano ad ERRARE

(...nel senso proprio di errare, cioè vagare eternamente senza raggiungere alcuna meta)


A mio parere, la tecnica dell'Alta Fedeltà, è destinata a non progredire, a rimanere ferma, finché non si risolverà il problema misure/ascolto.

I fanatismi misurofiliani e quelli ascoltomaniaci non cesseranno di combattere e colpire finché ci si ostina a lasciare "fuori" dalla catena hifi, l'ultimo apparecchio, che dovrebbe essere invece il più importante. Anche perché ......ooooh......che strana coincidenza...... è lo stesso apparecchio che, in origine di tutta la trafila, CREA la musica.... e successivamente la INTERPRETA, anche se con l'ausilio di ulteriori dispositivi (pifferi, membrane, corde, voci, ecc)

Mi riferisco a quel componente integrato che denomino riassuntivamente "complesso orecchio-cervello"

ATTENZIONE: non sto parlando di un banale ricevitore, o trasduttore..... ma di un sistema complesso che oltre a ricevere e ricavare dati, li analizza, li elabora, li processa e ri-elabora, fino a ricreare internamente l'evento musicale (e le sensazioni, anche prima delle emozioni)

Insomma, UNA NUOVA REGISTRAZIONE-ELABORAZIONE-RIPRODUZIONE messa in opera nella nostra mente, come se avessimo una, anzi diverse, case discografiche, e diversi impianti HIFI nel nostro cervello, ed è la riproduzione dell' "impianto interiore" selezionato al momento (attraverso meccanismi istantanei ed inconsapevoli) che noi ascoltiamo.


Ho gusti diversi, ascolto (e suono) musica molto diversa, il mio impianto hifi è estremamente diverso !

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#2

Messaggio da leggere da el PRATos Gonzales » lunedì 4 luglio 2016, 15:43

IL complesso-orecchio-cervello, NON ASCOLTA semplicemente i suoni, ma li analizza, sceglie un programma interno di rielaborazione di tali dati, li elabora in base al programma scelto, e infine ricostruisce di nuovo il suono, "riproducendolo" all'interno del cervello.


Ora, facciamo un esempio..... ma lasciamo perdere sottopunte e legnetti, condensatori all'olio di oliva e resistenze allo strato impastato, cavoni e filini, ori stagnati, e legni imbullonati, tensioni cifrate e correnti ondeggianti.....

.....prendiamo due cose molto "semplici" che.... sia ascoltofili che misuropatici.... non potranno che confermare, essere totalmente diverse una dall'altra:

un impianto di registrazione/riproduzione hifi <----> un pianoforte

Ora, è ovvio, che se andiamo a CONFRONTARE, subito e direttamente, nel medesimo ambiente, il suono, del pianoforte, con la riproduzione dello stesso pianoforte appena registrato, il nostro cervello cercherà automaticamente di selezionare un determinato "programma di elaborazione dei dati" che possa accomunare i due ascolti, e noi, sentiremo, ascolteremo, in un certo modo.


Se, invece, andiamo ad un concerto ove suona il medesimo pianoforte, allo scopo, di bearci della musica, il nostro cervello selezionerà automaticamente un diverso "programma di elaborazione dei dati".


Se, invece, andiamo a casa nostra, e nel nostro salotto audiofilo, decidiamo di trascorrere il tempo libero, godendoci l'ascolto del suddetto pianoforte tramite l'impianto hifi, precedentemete messo a punto con tanta accuratezza, attraverso il confronto diretto, sopra descritto.....

....tale pianoforte, non ci piace più !!


E magari, poi, scopriamo, che un impianto hifi, che, nel confronto diretto del primo esempio, risulterebbe meno accurato, meno "fedele", suona, invece, meglio/ci soddisfa di più, ci ricorda meglio, ci suscità più fedelmente, le emozioni del concerto del secondo esempio.


PERCHE' ???


Semplice: perché nei tre esempi, il complesso orecchio-cervello, ha selezionato, automaticamente e inconsapevolmente, un diverso programma di acquisizione-elaborazione-riproduzione interiore dei suoni percepiti.
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#3

Messaggio da leggere da el PRATos Gonzales » lunedì 4 luglio 2016, 15:45

E ALLORA.....

L'impianto HIFI che sta nel salotto dell'audiofilo, non potendo eseguire una riproduzione assolutamente perfetta, dovrebbe essere in grado di "EVIDENZIARE", di riprodurre più correttamente possibile, di porgere in modo efficace alla mente dell'ascoltatore, quegli aspetti del suono, che permetteranno, al sistema di ricostruzione della mente, di ricostruire, di rigenerare, un suono il più possibile similare, a quello che la sua mente (attraverso un DIVERSO PROGRAMMA DI ELABORAZIONE) aveva ricostruito durante il concerto dal vivo.


QUINDI !!!

Un impianto HIFI NON DEVE AFFATTO !!! essere fedele al suono originale, perché, allo stato attuale della tecnologia e/o delle conoscenze, E' IMPOSSIBILE !
Ma deve invece essere "miratamente INFEDELE", cioè, rendere i suoni, adatti, ad ATTIVARE, far scattare, quei meccanismi interiori che porteranno alla ricostruzione mentale, alla decodificazione-ri-elaborazione-ri-produzione-interiore di un suono che susciti le sensazioni e le emozioni, FEDELI, a ciò che susciterebbe il corrispondente suono dal vivo.
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#4

Messaggio da leggere da el PRATos Gonzales » lunedì 4 luglio 2016, 15:49

(
Fra parentesi, è ovvio che gli stessi meccanismi rendono totalmente inutili i classici confronti per commutazione veloce diretta, (tipico, lo schiacciare più volte i tasti di un commutatore per selezionare più volte fra due diversi diffusore, mentre un brano sta continuando a suonare):

Ovviamente, se prima fermo il brano, attendo un preciso range di secondi, sufficientemente lungo per dare il tempo al complesso-orecchio-cervello di azzerare la selezione dello "standard di riproduzione interiore" e non troppo lungo per evitare l'azzeramento della memoria audio di breve termine, il risultato del confronto sarà corretto.

Se invece commuto direttamente, la mente proseguirà la "ri-generazione interiore" della musica, secondo lo standard precedentemente scelto***. Il risultato del confronto, NON sarà quindi utile, né a determinare quale suono risulterà più soddisfacente durante il normale ascolto audiofilo, né a stabilire se si sentono o no, minute differenze, in quanto, tali differenze, anche se acquisite dall'orecchio, sarebbero poi, comunque, alterate, cancellate, o erroneamente ricostruite da un "programma di rigenerazione interiore" non più adatto a trattarle adeguatamente.


***salvo i casi di enormi differenze di suono, comunque contenenti particolari elementi idonei a far scattare la commutazione.

)
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#5

Messaggio da leggere da el PRATos Gonzales » lunedì 4 luglio 2016, 16:02

to be continued.....






P.S. ero assai indeciso se postare qui o in Psicoacustica
.... ma è proprio questo il punto !
Una corretta analisi d'ascolto e valutazione, non può essere condotta senza prima scoprire e comprendere i meccanismi di funzionamento psicoacustico.
Quindi spero di non essere spostato.

(perché poi separare due categorie così interconnesse e poco frequentate ? Non sarebbe meglio riunirle ? Se si vuole cercare una correlazione fra misure e ascolto, è necessario prima creare un linguaggio comune fra le due sezioni)
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Sandrelli
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#6

Messaggio da leggere da Sandrelli » lunedì 4 luglio 2016, 19:22

Tra il suono dal vivo in studio e il suono riprodotto nelle 4 mura ci sta la rielaborazione/compressione effettuata dall'ing. fonico.
Per quel che mi riguarda, nel mio diy, mi studio e mi realizzo amplificazioni con poca o nulla controreazione d'anello cercando di adattarle al diffusore giusto.
La cosa più intelligente è quella di comprare monomarca, infatti un 'vero' autocostruttore realizza nello stesso senso.

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iano
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#7

Messaggio da leggere da iano » mercoledì 6 luglio 2016, 21:48

el PRATos Gonzales ha scritto:
Un impianto HIFI NON DEVE AFFATTO !!! essere fedele al suono originale, perché, allo stato attuale della tecnologia e/o delle conoscenze, E' IMPOSSIBILE !
Ma deve invece essere "miratamente INFEDELE", cioè, rendere i suoni, adatti, ad ATTIVARE, far scattare, quei meccanismi interiori che porteranno alla ricostruzione mentale, alla decodificazione-ri-elaborazione-ri-produzione-interiore di un suono che susciti le sensazioni e le emozioni, FEDELI, a ciò che susciterebbe il corrispondente suono dal vivo.
Avrei voluto dirlo io. :mrgreen:
Aggiungo che a volte una infedeltà evidente,nel senso che si sente bene esserci,non osta necessariamente a quanto sopra detto.Se invece la infedeltà non la si avverte allora è facile gridare al miracolo,ma comunque c'è sempre.
Però a pensarci bene,parlare di fedeltà delle emozioni è cosa intrigante,ma anche limitandosi alle emozioni il confronto diretto live/registrato rimane sempre frustrante.
Il vero miracolo è che un impianto sappia, a prescindere dall'evento reale,dare emozioni in assoluto,a volte.
Quando poi questo a volte diventa un sempre,allora abbiamo un altro miracolo.Un giovane pianista italiano ha detto che le sue origini musicali sono nei suoi dischi.
Se lo scopo è ascoltare dischi ed accrescere la propria cultura musicale, allora è perfetto.
Certo,come succedeva nella trasmissione orale della cultura,qualcosa si perde qualcosa si acquista e tutto scorre trasformandosi e ricreandosi in continuo.
Semplificare non è semplice,ma vale come capire.


niko
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#8

Messaggio da leggere da niko » mercoledì 6 luglio 2016, 22:33

M'ha....cosi allora tutto è lecito.
Insomma anche il tamarro di turno che gli emoziona il bum bum del SUVVOFER....è un audiofilo Hi-Fi ??? :?
Cmq l'evento reale si sa che non si può riprodurre fedelmente, si ascolta semplicemente della musica registrata, e si cerca di farlo al meglio possibile. La cosa mi sembra semplicissima, o del poema a puntate di sopra, non ci ho capito niente ? :D
Il resto come già è stato detto, mi sembra psicoacustica....
In ultimo, che non ci sia relazione fra misure e ascolto non sono d'accordo. :roll:

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#9

Messaggio da leggere da el PRATos Gonzales » giovedì 7 luglio 2016, 1:02

Allora, forse mi sono spiegato in modo insufficiente...

un "IMPIANTO CHE EMOZIONI" è il fallimento dell'Alta Fedeltà !
(e non è difficile reperire questo tipo di impianti. Per carità, lecito che uno scelga di emozionarsi in questo modo, ma teoricamente non si dovrebbe chiamare HIFI)


E' LA MUSICA, ciò che deve emozionare !!!

Ma poiché è impossibile riprodurla con una perfezione del 100%, un sistema hifi attuale, dovrebbe "porgere" quella piccola percentuale di suono imperfetto, con una modalità tale da rendere possibile e semplice al complesso orecchio-cervello, risalire alle caratteristiche del suono in origine registrato, e quindi generare le stesse sensazioni che avrebbe generato nell'ascolto originale.

NON belle sensazioni inventate dall'impianto, ma invece, quelle sensazioni-emozioni che voleva generare il compositore e trasmettere il musicista/cantante !

Ovvero, sfruttare, a vantaggio, l'inevitabile e incredibilmente potente capacità della mente umana di rielaborare e ricostruire il suono.

Insomma, un impianto che voglia essere HIFI, non può permettersi di sbagliare, in quegli aspetti che sono essenziali e indispensabili al cervello per la ricostruzione corretta del suono originale, ma può farlo in quegli altri aspetti del suono, in cui la mente è capace benissimo di compensare da sé.


Se non si conoscono tali "aspetti essenziali e indispensabili", non si può nemmeno pretendere di sapere quali sono le "cose da misurare" per stabilire con numeri e strumenti la fedeltà di un apparecchio/impianto di riproduzione audio.
Ho gusti diversi, ascolto (e suono) musica molto diversa, il mio impianto hifi è estremamente diverso !

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#10

Messaggio da leggere da el PRATos Gonzales » giovedì 7 luglio 2016, 1:30

iano ha scritto: Avrei voluto dirlo io. :mrgreen:
Aggiungo che a volte una infedeltà evidente,nel senso che si sente bene esserci,non osta necessariamente a quanto sopra detto.Se invece la infedeltà non la si avverte allora è facile gridare al miracolo,ma comunque c'è sempre.
Però a pensarci bene,parlare di fedeltà delle emozioni è cosa intrigante,ma anche limitandosi alle emozioni il confronto diretto live/registrato rimane sempre frustrante.
Il vero miracolo è che un impianto sappia, a prescindere dall'evento reale,dare emozioni in assoluto,a volte.
Quando poi questo a volte diventa un sempre,allora abbiamo un altro miracolo.Un giovane pianista italiano ha detto che le sue origini musicali sono nei suoi dischi.
Se lo scopo è ascoltare dischi ed accrescere la propria cultura musicale, allora è perfetto.
Certo,come succedeva nella trasmissione orale della cultura,qualcosa si perde qualcosa si acquista e tutto scorre trasformandosi e ricreandosi in continuo.


scontro di civiltà:






la musica che ascolti dice:

"è vero, ciò che è profondamente bello"




non mi piace....io ascolto una musica che dice:

"è bello ciò che è profondamente vero"
Ho gusti diversi, ascolto (e suono) musica molto diversa, il mio impianto hifi è estremamente diverso !

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#11

Messaggio da leggere da niko » giovedì 7 luglio 2016, 11:32

el PRATos Gonzales ha scritto: E' LA MUSICA, ciò che deve emozionare !!!

.
Certo, la riprova è che a me piace ascoltare la musica anche con la radio del mio mezzo di lavoro, non è che mi emoziona la radio fm, ma è la musica in sé che mi piace ascoltare.
Poi certamente con l'impianto a casa mi piace che sia riprodotta in modo più fedele possibile....ma è anche ovvio.
Non lo so, mi spiace ma mi sembra più che altro che si sta facendo filosofia. :mrgreen: mi metto alla finestra, per vedere come si evolve la discussione. :D

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#12

Messaggio da leggere da colappicco » giovedì 7 luglio 2016, 12:03

Stamani leggevo un post di Geddes ( Earl ...) che parlava di misurare sì, ma poi si sconfina nel non-lineare ...
(magari lo cerco e lo posto...cmq era : "misura: come fare per la distorsione :shock: " )
Che è sempre un bel dire ed un bel leggere per chi si appassiona alla problematica.

Però stamani pensavo anche che ( filosofia: achtung ! ) coll'argomento suono
Cioè ciò che è veicolato attraverso l'ambiente strettamente attiguo :Azzz!: insomma l'aria volgarmente
Ed anche coll'elettrone, diamine !

Quindi 2+2 :idea:
Di un circuito sempre si tratta
il circuito elettrico è confinato ( l'elettrone ) nel conduttore che si presenta come due poli :o quella cosa della d.d.p.
Quello audio membrana-membrana o membrane>convogliamento-voluzione->sì insomma

( che qualcuno dice sia analogo al digitale
tipo Pergo )

e la storia lì, dello swing di segnale
poi dell'headroom...in the room !

Pazzesco ! Cioè, una volta attaccato il circuito ed esistendo una d.d.p ..che poi tra(s)dotto diventa aria
>>che studi recenti hanno appurato pesare circa 1,2 kg per m^3 :shock: :idea: :arrow: la sapevi ? IO, :? :roll: :cry: :oops: 8) <<
Opponentesi al moto però cinesteticamente valida per lo scopo prefisso
che è Go ! Tranzmission ! End !

Ehi ! E' digitale !!
aveva ragione Pergo ....
:!:


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#13

Messaggio da leggere da niko » giovedì 7 luglio 2016, 17:27

Colapicco, penso proprio che sia come dici tu. :lol:

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#14

Messaggio da leggere da colappicco » giovedì 7 luglio 2016, 17:54

Poi c'è la storia del magnetico naturale, delle correnti terrestri ( ? ) Cioè, l'elettrico au naturell
Ca va sans ...
:Geek:
Cioè: un fulmine quando vede un parafulmine, corre lì !

Ecco, ora pensiamo a dopo la tempesta

Ohhhh!!

Un arc en ciel

Ahhhh

:)


Insomma, bello !!

Sì, ma ora non andiamo a vedere i granulini di acqua che diffraggono la luce, si perde la poesia

Poi, l'arcobaleno...

...il tuono !!! Bella roba, tiè !

Quella è tecnicamente: frizione tra masse d'aria calda e fredda

Ooohhh eeeeehhh :Azzz!:

Il vento, dicci del vento

Il vento : swisshhhh ! ( dice che su un'isoletta in mezzo al mare, sulla spiaggia con il vento battente, due persone non si sentono per via del forte vento )

Sì, ma l'elettricità ? C'è l'elettricità su quest'isola deserta..o va a manovella ??

Siiii, mo' cià il grammofono pe' ascoltà a musica aaaaahhh :lol:

Embè ? che cià il gramofono che un và ? Non consuma corente

Una... poi ? Poi basta !

E perchè scusa, ma quanto pensi de consumà te, che credi ? CHE te crediiii !!

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#15

Messaggio da leggere da el PRATos Gonzales » giovedì 7 luglio 2016, 22:25

niko ha scritto:
el PRATos Gonzales ha scritto: E' LA MUSICA, ciò che deve emozionare !!!

.
Certo, la riprova è che a me piace ascoltare la musica anche con la radio del mio mezzo di lavoro, non è che mi emoziona la radio fm, ma è la musica in sé che mi piace ascoltare.
Poi certamente con l'impianto a casa mi piace che sia riprodotta in modo più fedele possibile....ma è anche ovvio.
Non lo so, mi spiace ma mi sembra più che altro che si sta facendo filosofia. :mrgreen: mi metto alla finestra, per vedere come si evolve la discussione. :D

Beh...sì...questo può succedere......e quando succede.....quando la radio è sufficiente per trasmettere all'ascoltatore, tutto ciò che quella musica dovrebbe trasmettere... a suscitare nell'ascoltatore tutto ciò che quella musica dovrebbe suscitare... tutto o quasi tutto.... o almeno una misura tale da soddisfare l'ascoltatore, allora, certo, che questi discorsi diventano FILOSOFIA !

Ma se esistono gli audiofili e l'alta fedeltà, probabilmente non è sempre così.
Prendiamo, per esempio, il mio caso:

diciamo che, all'incirca 1/3 dei miei dischi, mi trasmettono sensazioni e quindi emozioni consistenti o comunque sufficientemente soddisfacienti, anche se ascoltati attraverso un lettore MP3, oppure lo stereo dell'auto, o le cassettine del pc, ecc, ecc

un altro terzo circa, nelle suddette modalità di ascolto, mi trasmette sensazioni, solo parziali, che mi emozionano sì, ma solo parzialmente. Alcune cose mancano, e le trovo solo nell'impianto hifi. L'ascolto è piacevole, ma in misura minore, o parziale.

L'ultimo terzo circa, non mi emoziona affatto, se non in senso negativo. La musica è troppo diversa, non è più quella, è un altra cosa.... è un artefatto, un surrogato, è stata manomessa, fino, in certi casi a suscitare emozioni negative.

Ovviamente tutto ciò è variabile, può dipendere dagli apparecchi in questione, dal modo di ascoltare della persona, dal tipo di musica, da come è stata registrata, ecc, ecc.


Quindi, negli ultimi due casi, questi discorsi, non sono più filosofia, perché l'audiofilo, RICERCA una maggiore fedeltà di ripruduzione audio, in quanto ne ha bisogno !
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#16

Messaggio da leggere da el PRATos Gonzales » giovedì 7 luglio 2016, 22:51

niko ha scritto:
el PRATos Gonzales ha scritto: E' LA MUSICA, ciò che deve emozionare !!!

.
Certo, la riprova è che a me piace ascoltare la musica anche con la radio del mio mezzo di lavoro, non è che mi emoziona la radio fm, ma è la musica in sé che mi piace ascoltare.
Poi certamente con l'impianto a casa mi piace che sia riprodotta in modo più fedele possibile....ma è anche ovvio.
Non lo so, mi spiace ma mi sembra più che altro che si sta facendo filosofia. :mrgreen: mi metto alla finestra, per vedere come si evolve la discussione. :D

Ma la cosa più interessante (e che pochi ammettono), è quando succede il contrario !

Quando l'ascolto dell'impianto HIFI, suscita meno sensazioni/emozioni, che la stessa musica ascoltata alla radio, lettore mp3, ecc.
In genere si dice allora, che l'impianto è asettico, sterile, troppo neutro, troppo preciso, manca di anima, eecc, ecc.

Ma come può esistere un impianto hifi "TROPPO PRECISO" ?
Magari invece, quello, non è affatto così preciso come sembra.... perché sbaglia proprio nel riprodurre quei parametri di cui si parlava,.... quegli "aspetti essenziali e indispensabili" che servono al complesso "orecchio-cervello" perché possa rigenerare interiormente e correttamente l'evento originale,
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#17

Messaggio da leggere da iano » giovedì 7 luglio 2016, 23:44

el PRATos Gonzales ha scritto:Allora, forse mi sono spiegato in modo insufficiente...

un "IMPIANTO CHE EMOZIONI" è il fallimento dell'Alta Fedeltà !
(e non è difficile reperire questo tipo di impianti. Per carità, lecito che uno scelga di emozionarsi in questo modo, ma teoricamente non si dovrebbe chiamare HIFI)


E' LA MUSICA, ciò che deve emozionare !!!

Ma poiché è impossibile riprodurla con una perfezione del 100%, un sistema hifi attuale, dovrebbe "porgere" quella piccola percentuale di suono imperfetto, con una modalità tale da rendere possibile e semplice al complesso orecchio-cervello, risalire alle caratteristiche del suono in origine registrato, e quindi generare le stesse sensazioni che avrebbe generato nell'ascolto originale.

NON belle sensazioni inventate dall'impianto, ma invece, quelle sensazioni-emozioni che voleva generare il compositore e trasmettere il musicista/cantante !

Ovvero, sfruttare, a vantaggio, l'inevitabile e incredibilmente potente capacità della mente umana di rielaborare e ricostruire il suono.

Insomma, un impianto che voglia essere HIFI, non può permettersi di sbagliare, in quegli aspetti che sono essenziali e indispensabili al cervello per la ricostruzione corretta del suono originale, ma può farlo in quegli altri aspetti del suono, in cui la mente è capace benissimo di compensare da sé.


Se non si conoscono tali "aspetti essenziali e indispensabili", non si può nemmeno pretendere di sapere quali sono le "cose da misurare" per stabilire con numeri e strumenti la fedeltà di un apparecchio/impianto di riproduzione audio.
La così detta hi fi può esistere solo perchè il cervello a partire da pochi e incompleti dati riesce a ricostruire la realtà in modo efficace.Quindi certamente questa sarebbe la strada maestra,e man mano che la nostra conoscenza del come ciò avvenga progredisce,questa diventerà la strada maestra,e in parte inizia ad esserlo.
Se aumento le informazioni presenti nella registrazione devo in proporzione aumentare la qualità dell'impianto.E questo infatti era ciò che si paventava con l'avvento del SACD,e cioè che gli impianti di allora non fossero all'altezza.
Un software che sia invece povero di dati,ma che siano quelli giusti come ben dici tu,dovrebbe andare a braccetto anche con un impiantino,purchè ben fatto.Oppure,meglio,ampli poco potenti e molto lineari di alta qualità.
Questa sezione è nata propri per gettare un timido sguardo in questo campo,un pò diverso da quello che per necessità si è finora coltivato,laddove si è cercato di aumentare la qualità degli apparecchi,sperando aumentasse così la qualità dell'ascolto.
Secondo una mentalià diffusa fra gli audiofili il meglio và col meglio.
Le cose però secondo me non stanno propriamente così.
Se il mio impianto non riesce a rendere giustizia ad un mp3 io non me ne vanterei.
E se và bene con mp3 posso dare per scontato che vada bene anche col SACD,ed ovviamente meglio in proporzione.
Semplificare non è semplice,ma vale come capire.

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#18

Messaggio da leggere da iano » venerdì 8 luglio 2016, 0:05

el PRATos Gonzales ha scritto:
iano ha scritto: Avrei voluto dirlo io. :mrgreen:
Aggiungo che a volte una infedeltà evidente,nel senso che si sente bene esserci,non osta necessariamente a quanto sopra detto.Se invece la infedeltà non la si avverte allora è facile gridare al miracolo,ma comunque c'è sempre.
Però a pensarci bene,parlare di fedeltà delle emozioni è cosa intrigante,ma anche limitandosi alle emozioni il confronto diretto live/registrato rimane sempre frustrante.
Il vero miracolo è che un impianto sappia, a prescindere dall'evento reale,dare emozioni in assoluto,a volte.
Quando poi questo a volte diventa un sempre,allora abbiamo un altro miracolo.Un giovane pianista italiano ha detto che le sue origini musicali sono nei suoi dischi.
Se lo scopo è ascoltare dischi ed accrescere la propria cultura musicale, allora è perfetto.
Certo,come succedeva nella trasmissione orale della cultura,qualcosa si perde qualcosa si acquista e tutto scorre trasformandosi e ricreandosi in continuo.


scontro di civiltà:






la musica che ascolti dice:

"è vero, ciò che è profondamente bello"




non mi piace....io ascolto una musica che dice:

"è bello ciò che è profondamente vero"
Non propriamente.
Penso solo che la bellezza sia una buona guida,ma non c'è nessuna verità da cercare.
La musica è un linguaggio che reca dei messaggi.Quando i messaggi giungono lo scopo è raggiunto.
Certamente non si tratta di messaggi relativamente ben definiti,come avviene per la lingua parlata.
Se uno parla posso dire "Ho capito oppure no".
Quando ascolto musica dire questo non ha senso,perchè in teoria non c'è nulla da capire.
Ma allo stesso modo che può emozionare una poesia,allo sesso modo può emozionare la musica,quando il messaggio che reca giunge a segno.
Questo si capisce meglio quando ascoltiamo canzoni,misuglio dei due tipi di linguaggio.
Quando la riproduzione giunge a segno si capisce meglio il senso del testo nelle sue più piccole sfumature,e contemporaneamente la musica sembra quasi "vera" musica.
Semplificare non è semplice,ma vale come capire.

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#19

Messaggio da leggere da colappicco » venerdì 8 luglio 2016, 10:06

iano ha scritto: Se il mio impianto non riesce a rendere giustizia ad un mp3 io non me ne vanterei.
E se và bene con mp3 posso dare per scontato che vada bene anche col SACD,ed ovviamente meglio in proporzione.
Ma xkè tir fuor l'MP3 ke lè propr nu sformato sfighet
E pure l'SACD com fuss u' format fighett !
Va ben ke MP3 segue a ruot la fazend psikakustik
-gliè stato implementato così, va ben ???-
ma solo il pensier di
MPtre
:roll:

Certo ke anche SACD...
( chi l'ha mai sentit ?!? :evil: )

Poi Iano se leggi qui cerca di mettere lo spazio dopo la virgola che i testi freak annoiano

...eh ?!?

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iano
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#20

Messaggio da leggere da iano » venerdì 8 luglio 2016, 10:36

colappicco ha scritto:
iano ha scritto: Se il mio impianto non riesce a rendere giustizia ad un mp3 io non me ne vanterei.
E se và bene con mp3 posso dare per scontato che vada bene anche col SACD,ed ovviamente meglio in proporzione.
Ma xkè tir fuor l'MP3 ke lè propr nu sformato sfighet
E pure l'SACD com fuss u' format fighett !
Va ben ke MP3 segue a ruot la fazend psikakustik
-gliè stato implementato così, va ben ???-
ma solo il pensier di
MPtre
:roll:

Certo ke anche SACD...
( chi l'ha mai sentit ?!? :evil: )

Poi Iano se leggi qui cerca di mettere lo spazio dopo la virgola che i testi freak annoiano

...eh ?!?
Il mio onesto lettore cd/sacd non mi faceva sentire differenze fra un formato e l'altro,ma la colpa non era sua,ma del resto dell'impianto,per cui un sacd si sentiva come un cd.
Un buon impianto deve farti sentire ogni formato per quel che è,ed ogni registrazione per quel che è,nel senso che dobbiamo aspettarci di sentire differenze,ma mai,o quasi mai roba che risulti del tutto censurabile.
Le presunte cattive registrazioni e i presunti formati spazzatura sono solo alibi per la pochezza del nostro impianto,dovuta spesso al cattivo assortimento dei componenti,che non al singolo valore di essi.
Se l'impianto suona malissimo con gli mp3 non significa che gli mp3 sono spazzatura,ma che l'impianto suona male anche con formati superiori e che ci stiamo solo illudendo che suoni bene con formati superiori e con pochissimi dischi,per noi i soli audiophile.
Bisogna decidere se si vuole giudicare i componenti a partire dal software o viceversa.
Non si può saltare a convenienza da una opzione all'altra,per giustificare i nostri errori.
Inoltre,dal punto di vista pratico è utile partire dal software per poi giudicare l'impianto.
Naturalmente assumere che il software sia tutto relativamente decente è una necessaria semplificazione,che però a me sembra funzioni benissimo,e quindi mi sembra sostanzialmente corretta.
Inoltre assumere la posizione opposta porta a diversi paradossi,del tipo "gli audiofili sono tutti sordi" e i "tutti i fonici sono braccia rubate all'agricoltura". :lol:
Meditate gente,meditate. :mrgreen:
Ultima modifica di iano il venerdì 8 luglio 2016, 11:03, modificato 1 volta in totale.
Semplificare non è semplice,ma vale come capire.

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iano
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#21

Messaggio da leggere da iano » venerdì 8 luglio 2016, 10:56

L'ALTA FEDELTA' PURA non esiste.
Basta considerare quanto sia importante l'ambiente di ascolto,il quale deve gestire le onde sonore emesse dal diffusore, che sono la somma lineare,quando và bene, delle onde generate dagli strumenti musicali e loro riflessioni nell'ambiente di registrazione.
Tutto quello che noi possiamo sperare di ottenere è una decentemente ascoltabile trasposizione "per nuovo ambiente" della registrazione dell'evento originale,che quindi non potrà mai essere filologicamente corretta.
Che si riesca a fare ciò sembra un miracolo,ma non c'è alcun dubbio che il grosso del lavoro lo fà il nostro sistema percettivo.Che sia un miracolo lo si può capire guardando le risposte in frequenza misurate,con tutti i loro buchi.
Se ci limitassimo a considerare solo le misure dovremmo buttare subito la spugna e rinunciare.
Sicuramente l'argomento di questa discussione è centrale per l'hifi,tanto quanto trascurato per colpa e/o per necessità.
Non è difficile allora capire come investire risorse per una sempre maggiore ricerca di verità attraverso gli strumenti di misura,a prescindere,possa a volte non centrare l'obiettivo.
Quando il sistema percettivo usa questa strategia,in un contesto definito e limitato,ha sempre un buon motivo per farlo.
Il suo scopo non è quello di raccogliere il maggior numero di dati possibili esatti,in quanto le risorse sono sempre limitate e vanno gestite sempre con senno e ponderatezza in base all'obiettivo prescelto.
Parlando di hi fi a noi non è neanche chiaro perfino quale sia il nostro obiettivo,che è sempre vario eventuale e poco condiviso.
Ma sicuramente se puntiamo ad una verità assoluta,a prescindere,come è il teorema dell'hifi,pensando di uscircene in questo modo,allora stiamo sbagliando obiettivo,in quanto del tutto irrealistico.
Comprensibile che lo si faccia se non si sà cosa altro fare.Poco comprensibile che si dica che è giusto fare così e basta,vedi la Volpe e l'uva. :|
Semplificare non è semplice,ma vale come capire.

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#22

Messaggio da leggere da colappicco » venerdì 8 luglio 2016, 15:12

colappicco ha scritto:Poi c'è la storia del magnetico naturale, delle correnti terrestri ( ? ) Cioè, l'elettrico au naturell
Ca va sans ...
Poi c'è il diapason !!

CHestoria!
RatInACage ha scritto:
Pierluigi Marzullo ha scritto:Infatti, sul punto di massima sensibilità (3-4 kHz), credo che l'orecchio riesca a discriminare tremendamente bene ...

ma con un segnale a larga benda (es pink noise) ?
certo diventa più arduo.. il test comunque è a 440hz
:mrgreen:

Il diapason appoggiato ad un piano è amplificato abbestia !
Però anche in aria libera vicino all'orecchio è quasi meglio, in purezza.

E' in realtà abbastanza potente...il diapason ( credo che sia in relazione a qualche particolare legge della materia :roll: ) anche bello grande, col suo puntale
che convoglia nel momento di toccaggio del baffle

no, il buffle

:)


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#23

Messaggio da leggere da RatInACage » venerdì 8 luglio 2016, 15:40

il diapason si auto-eccita :mrgreen:
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#24

Messaggio da leggere da RatInACage » venerdì 8 luglio 2016, 15:51

iano ha scritto:Parlando di hi fi a noi non è neanche chiaro perfino quale sia il nostro obiettivo (cut)
Per il mio modo di ascoltare, un impianto è valido se riesce a riproporre in maniera fedele la scena sonora, ti deve far avvertire (su registrazioni live stereofoniche) l'esatta localizzazione, profondità, altezza.. insomma si deve percepire la tridimensionalità dell'evento, l'ambienza del luogo dov'è stato inciso.. la timbrica invece la metto in secondo piano, o meglio, se c'è solo quella per quanto possa essere realistico il suono dei singoli strumenti, non mi emoziona più di tanto.
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#25

Messaggio da leggere da colappicco » venerdì 8 luglio 2016, 16:17

Noooo, ma che dici: la timbrica è tutto !
E' come la risposta al gradino: c'è tutto !
E' come l'attimo fuggente...
ecco, continuando col DIAPASON e quando lo si accosta ad un piano, vi è quel momento di scarico dell'energia
che lo fa sobbalzare, il puntale, se non si è abbastanza energici nell'atto di accostarlo...
Ecco, bisogna guardare al puntale e non alle due lamelle vibranti :shock:
Lamelle...
Poi...
...non ne bastava una ?

8)

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