ACUSTICA APPLICATAAssorbimento acustico ( IMPORTANTE )

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marco59
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Assorbimento acustico ( IMPORTANTE )

#1

Messaggio da leggere da marco59 » giovedì 27 settembre 2007, 13:45

La scelta dei materiali fono-assorbenti la si effettua in prima battuta in base al coefficiente di assorbimento e si possono subito fare due osservazioni: 
l'assorbimento acustico non è mai costante al variare della frequenza e a bassa frequenza l' efficacia è assai ridotta o nulla, soprattutto se l'assorbente (spesso qualche centimetro) è a diretto contatto con la superficie della parete trattata. Ovviamente conta anche la percentuale di superfice trattata: su una parete di 12 mq la presenza di un solo mq di materiale assorbente (meno del 10%) non porta a risultati tangibili.

Dunque l’assorbimento acustico di un materassino assorbente (spesso qualche centimetro) incollato alle pareti non è costante al variare della frequenza.
A bassa frequenza la sua efficacia è assai ridotta o nulla.

Perchè? Vi siete mai posti questa domanda?

Spiegazione
E' noto che il massimo effetto di una "resistenza acustica" (pannelli o fibre sciolte) lo si ottiene posizionandola ad una distanza dalla parete pari ad un quarto della lunghezza d'onda da attenuare. Ovvero ponendola dove la velocità di oscillazione dell'aria è massima.
Lo strato d'aria a ridosso della parete è infatti immobile e dunque non vi può essere attrito aerodinamico.

Che fare?
Per ridurre del 90% il suono riflesso ad una data frequenza bisognerebbe teoricamente adottare spessori pari ad un quarto di lunghezza d'onda, in modo che vi sia materiale acusticamente assorbente alla citata distanza dalla parete. Come a dire che per assorbire i 345 Hz (lunghezza d'onda pari ad un metro) servirebbe uno spessore di 250 mm. Nella pratica ci si accontenta di spessori inferiori e, se si riesce, per come appena spiegato, è meglio mettere il materiale assorbente opportunamente distanziato dalla superficie riflettente. Dunque è essenziale saper collocare l'assorbente acustico nella posizione che ci possa aiutare ad ottenere l'effetto voluto anche con modici spessori.

A)
posizionamento di una piccola quantità di assorbente acustico dietro e attorno al woofer: si nasconde al woofer la presenza di un grande volume posteriore privo di fonoassorbente ed accordato in reflex; bassi ben smorzati e non affetti da code sonore (sopra agli 80 Hz) ma anche bassissime frequenze (sotto agli 80 Hz) potenti ed indistorte come tutti potrebbero, giustamente, desiderare. Con tale sistemazione, il materiale assorbente influenza l'altoparlante (ne abbassa il Qms) ma non agisce sul sistema box+condotto di accordo. I sostenitori della sospensione pneumatica possono sperimentare questa via intermedia che assomiglia ad una doppia camera reflex in serie: il primo passa-basso è il materassino assorbente che crea il primo piccolo subvolume posteriore al woofer; il secondo passa-basso è il condotto reflex verso l’esterno che lavora con l’intero volume interno del diffusore.
Un esempio "trasparente" ci viene dai diffusori Waterfall. Grazie all'assorbente acustico che circonda poteriormente il woofer, il box è completamente privo di assorbente acustico. Sui libri di Paolo Viappiani c'è la spiegazione (ne avevo scritto anche su CHF). Anche le Dalquist DQ10 adottano il materassino assorbente a ridosso dell'altoparlante, per abbattere il Qms (e del Qts), appiattire il modulo dell'impedenza alla risonanza (si facilita il filtraggio passa-alto) e ridurre le escursioni della membrana in aria libera.

B)
posizionamento sulle pareti internamente al box.
Si ha un assorbimento differenziato: nullo alle basse e bassissime frequenze. Un comportamento che può essere utile per smorzare le riflessioni interne ad alta frequenza in un diffusore bass-reflex senza rinunciare all’emissione dal condotto delle bassissime frequenze.

C)
posizionamento nel locale o nel box con l'assorbente ben distanziato dalle superfici riflettenti
In linea generale, lo spessore complessivo “materassino più spazio d’aria” ha la stessa efficacia, agli effetti dell’assorbimento acustico, di un eguale spessore tutto di materiale assorbente. In pratica si ha assorbimento anche a bassa frequenza.
I Tube Traps ed i DAAD vanno tenuti staccati dai muri.

D)
Per assorbire le basse frequenze in ambiente è invece meglio utilizzare i pannelli risonanti. Nei pannelli risonanti l’energia sonora, anzichè essere frenata (e trasformata in calore per l’attrito) come avviene nei materiali porosi/fibrosi, si trasforma ugualmente in calore ma a seguito della deformazione dinamica di un pannello solido (distanziato dal muro). Maggiore è l’ampiezza del movimento che subisce il pannello, maggiore è l’energia persa per vincere il suo attrito interno. Finestre, porte, librerie, armadi e quadri, si comportano come strutture fonoassorbenti a bassa frequenza. L’assorbimento è determinato dalla loro massa e dalla loro propria rigidità. Se vi è anche una intercapedine si ha anche un effetto molla. Il pannello, il suo supporto e l’intercapedine costituiscono una massa elastica con una sua frequenza di risonanza (esattamente come per un altoparlante). Quando il suono incidente ha una frequenza pari a quella di risonanza del pannello si ha il massimo di assorbimento. Una lastra di compensato da 2,5 kg/m2 con una intercapedine di 50 mm riempita con materiale fonoassorbente si comporta molto bene su tutta la gamma bassa (supporti distanziati di 1 metro). Anche un grande mobile chiuso e contenente vestiti offre buoni risultati a bassa frequenza: le ante si comportano come pannelli risonanti e le fessure intorno alle antine si comportano come un condotto che trasforma il volume interno in un risonatore a cavità.

E)
in alcuni diffusori vengono accoppiati due o più materiali assorbenti di diverse caratteristiche: si potrebbe così dire "un assorbimento a due vie".

buona acustica a tutti.


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#2

Messaggio da leggere da marco59 » sabato 5 dicembre 2009, 0:20

Parliamo ancora di “assorbimento” acustico.

L’assorbente acustico produce due effetti:

A) rallenta al suo interno la velocità di propagazione del suono con la conseguenza che l’altoparlante vede alle sue spalle un box di dimensioni maggiori e quindi anche di maggior volume o di maggior lunghezza se si tratta di un TL.

V = 124 m/s nella lana naturale a fibre lunghe (dal Volume 5 di P. Viappiani)
V = 230 m/s in un TL con bassa densità di riempimento pari a 6-7 kg/m3 (luca Angelelli)
V = 344 m/s nell’aria


B) assorbe l’energia. Il coefficiente di assorbimento dipende dal materiale e dalle sue caratteristiche: densità e spessore influenzano il coefficiente di assorbimento ed è dunque meglio non fare scelte a casaccio.

La densità
Come si vede dal primo grafico, a parità di spessore (40mm), all’aumentare della densità del materiale aumenta il potere assorbente alle basse frequenze. Usando un pannello a bassa densità sotto ai 1000 Hz l’assorbimento va riducendosi velocemente: sotto ai 200 Hz, l’assorbimento è quasi nullo. Morale, l’aumento di densità permette solo un modesto aumento dell’assorbimento a bassa frequenza e a discapito dell’assorbimento ad alta frequenza.

Lo spessore
Come si vede dal secondo grafico, a parità di densità, all’aumentare dello spessore del materiale aumenta il potere assorbente alle basse frequenze. Usando un pannello di basso spessore sotto ai 1000 Hz l’assorbimento va riducendosi velocemente: sotto ai 200 Hz l’assorbimento è quasi nullo. All’aumentare dello spessore l’assorbimento cresce in maniera sensibile, ma a bassissima frequenza l’assorbimento rimane basso.
Morale: se dovete smorzare le risonanze interne ad una cassa (eliminando le colorazioni del suono da esse generate) non escludete la possibilità di scegliere pannelli di materiale assorbente di discreta densità e di buono spessore. Per le risonanze al di sotto dei 200 Hz (tipica all’interno dei diffusori a torre o TL) uno spessore di 10 cm non può bastare (e l’ho già scritto in altri interventi). L’utilizzo di pannelli piramidali non modifica la situazione a bassa frequenza.
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#3

Messaggio da leggere da fab0 » sabato 5 dicembre 2009, 16:24

pannelli spessi e poco densi smorzano più uniformemente su ampio spettro?

ciao,fabio


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#4

Messaggio da leggere da marco59 » sabato 5 dicembre 2009, 17:05

Considerazioni personali aggiuntive:
l'aumento dello spessore dell'assorbente aiuta ad allargare l'effetto assorbente alle basse frequenze (e non si può che essere contenti se si pensa che anche il damping factor diventa più uniforme). Tanto per fare un esempio: una risonanza stazionaria a 400 Hz fa assomigliare il suono di un diffusore al suono di uno scatolone in cartone vuoto. Ovvio che bisogna attutirla al meglio.
Non è invece opportuno, sopratutto per le basse/bassissime frequenze, limitare la penetrazione del suono nello spessore dell'assorbente (effetto soffocamento) aumentando troppo la densità. Il woofer vedrebbe una riduzione del volume del box. Vicino alle pareti del box del woofer però è possibile aumentare la densità.
Dunque, anche per l'assorbente acustico le esigenze ed i problemi cambiano al variare della frequenza.
Ciao
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#5

Messaggio da leggere da marco59 » sabato 1 maggio 2010, 15:58

Il polistirolo espanso (quello bianco che serve a trasportare le torte gelato o i vassoietti del supermercato) non è un "assorbente" acustico: è solo un eccellente ed economico "isolante" termico. Dice bene Oscar.
Per i nostri usi (esclusivamente audio) potete anche dimenticarvelo. Essendo rigido ed a celle chiuse non assorbe energia, e poi è pure troppo leggero per produrre isolamento acustico.

Stesso discorso per altri materiali espansi a celle chiuse (venduti a rotoli o a pannelli). Vanno bene solo come materiali resilienti da posare sotto il parquet flottante per attutire la trasmissione dei rumori verso chi abita al piano inferiore.

Per capire se un espanso è a celle chiuse basta provare a soffiarci/respirarci attraverso: se l'aria non passa è a celle chiuse.

Diverso discorso se includono una pesante lamina di piombo (per l'isolamento acustico): l'espanso serve da supporto per mantenere disaccoppiato il foglio di piombo dalla superficie su cui va ad essere fissato.

Ciao
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#6

Messaggio da leggere da evvero » sabato 1 maggio 2010, 22:08

in alcuni diffusori vengono accoppiati due o più materiali di diverse caratteristiche
E' il più efficace :wink:

Ciao
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#7

Messaggio da leggere da marco59 » sabato 1 maggio 2010, 22:31

evvero ha scritto:
in alcuni diffusori vengono accoppiati due o più materiali di diverse caratteristiche
E' il più efficace :wink:

Ciao
Certo.
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#8

Messaggio da leggere da evvero » sabato 1 maggio 2010, 23:10

marco59 ha scritto:
evvero ha scritto:
in alcuni diffusori vengono accoppiati due o più materiali di diverse caratteristiche
E' il più efficace :wink:

Ciao
Certo.
Anche se, è meglio prevenire che curare :D
In ambito home, le risonanze del box(esterno) sono più "distruttive".
Usare materiali rigidi o irrigiditi è una soluzione che non dovrebbe mai essere sottovalutata.
Se è vero quelle interne, "sporcano" la risposta, quelle esterne, creano guai ancora peggiori :wink:

Ciao
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#9

Messaggio da leggere da marco59 » domenica 2 maggio 2010, 9:06

Sappiamo bene che l' assorbimento acustico (attenuazione dei suoni riflessi) è un fenomeno ben diverso dallo "smorzamento" delle risonanze proprie dei pannelli di legno (risonanze con altissimo Q) con cui sono costruiti i diffusori. I materiali per controllare i due diversi fenomeni hanno caratteristiche ben diverse. Per le risonanze nei pannelli vedi argomento "onde stazionarie". Anche all'argomento "il mobile" ne ho parlato.
Altro discorso ancora è la trasmissione all'esterno del box delle onde sonore presenti all'interno del box: l'isolamento acustico è cosa assai diversa dall'assorbimento acustico e quindi anche i materiali che si suggeriscono sono ben diversi dal solito assorbente acustico. Se ne può discutere all'interno dell'argomento "il mobile".

Ciao
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#10

Messaggio da leggere da marco59 » mercoledì 26 ottobre 2011, 21:33

Se si tratta di studiare la coibentazione da inserire all’interno di diffusori “satelliti” che non devono essere spinti a funzionare anche nelle prime ottave, e per i quali è però importantissimo ottenere una ottima gamma mediobassa (priva di risonanze e colorazioni varie) si può seguire una strada poco battuta, ma semplice, per cercare di assorbire le riflessioni interne al box anche alle frequenze ben al di sotto dei 1000 Hz, senza far uso pannelli assorbenti di alto spessore.
Dal momento che (vedi precedenti interventi):

A) in corrispondenza delle pareti interne dei box dei diffusori acustici, a bassa frequenza, si ha solo pressione e non velocità (nei piccoli box questa condizione si verifica in tutto il volume interno),
B) i normali materiali assorbenti di tipo poroso o fibroso se collocati a ridosso delle pareti hanno un’efficacia piuttosto scarsa a bassa frequenza (e quindi anche nella zona delle nostre stazionarie)

la cosa da provare a fare è quella di incollare su tutte le pareti interne del box della moquette gommata: il bello è che la si deve incollare non dal lato gommato (come si fa sui pavimenti) ma da quello del pelo. Il lato gommato (non permeabile all’aria) risulterà rivolto verso l’interno del box e rimarrà flottante, ovvero non rigidamente connesso ai pannelli del box. Saranno le variazioni di pressione interne al box a farlo lavorare (e non la velocità dell’aria). In commercio ci sono tappetini di tutti i tipi e quindi anche di tipo adatto al nostro scopo. Non sono materiali costosi e o di difficile reperibilità. Non serve ricoprire esattamente il 100% della superficie interna, basta un 80%. Sopra questa moquette si potrà poi incollare uno strato di 40 mm di poliuretano espanso di buona densità. Nei diffusori alti e stretti (a torre) si possono aumentare gli strati sul pannello della base e su quello superiore. Alla waterfall il responso.--------------------------------------------------------------------------
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#11

Messaggio da leggere da marco59 » giovedì 3 novembre 2011, 21:14

Proseguiamo sul tema dell’assorbimento acustico.

Abbiamo visto come il coefficiente di assorbimento acustico α dei materiali di tipo poroso e fibroso abbia un andamento più o meno simile, ovvero scarso a bassa frequenza ed in progressivo aumento all’aumentare della frequenza. A bassa frequenza bisogna dunque intervenire con una integrazione fatta di pannelli vibranti e/o di elementi con un buon coefficiente di fonoassorbimento centrato sulle basse frequenze.

Il comportamento dei pannelli vibranti è molto diverso da quello offerto dai materiali porosi.
I pannelli vibranti offrono infatti un comportamento selettivo con un massimo in corrispondenza della loro frequenza di risonanza e piuttosto scarso alle frequenze superiori.
I pannelli vibranti lavorano sfruttando il fatto che le onde di pressione sono in grado di far vibrare la membrana (dissipando energia).

Ecco tre utilissimi esempi tratti dal “Corso di Fisica Tecnica – Volume V – Acustica architettonica - 1969 – Ing. Cesare Codegone (che all’epoca era Ordinario del Politecnico di Torino).

Esempio A
Un pannello vibrante può essere realizzato con un grande pannello di compensato (spessore 3 mm) abbinato ad una intercapedine di 5 cm . Il coefficiente di assorbimento α è massimo (0,36) a 250 Hz.
F = 125 - 250 - 500 - 1000 Hz
α = 0,25 - 0,35 - 0,20 - 0,07


Se l’intercapedine è tutta riempita con ovatta l’assorbimento migliora. Il coefficiente di assorbimento α è massimo (0,8) a 160 Hz
F = 125 - 250 - 500 - 1000 Hz
α = 0,65 - 0,65 - 0,25 - 0,15


Prima considerazione personale: l’intercapedine è bene che sia riempita di assorbente. Si allarga anche la banda di frequenze su cui si agisce con efficacia.

Esempio B
Con un grande pannello di compensato abbastanza rigido (spessore 12 mm) abbinato ad una intercapedine di 3,5 cm .
F = 125 - 250 - 500 - 1000 Hz
α = 0,14 - 0,10 - 0,08 - 0,07


Con l’intercapedine completamente riempita di assorbente acustico la situazione migliora.
F = 125 - 250 - 500 - 1000 Hz
α = 0,24 - 0,15 - 0,10 - 0,07


Seconda considerazione personale: non conviene avere pannelli rigidi (a parità di materiale l’aumento di spessore da 3 mm a 12 mm aumenta la rigidità); la minore deformabilità comporta infatti una minor dissipazione di energia. L’aumento di rigidità lo si ha anche se il pannello (vincolato al suo perimetro) è di piccole dimensioni.

Esempio C
Con del cuoio sintetico (materiale intrinsecamente più smorzato e non rigido) su 10 centimetri di lana di vetro: abbiamo un comportamento fonoassorbente eccellente anche a 125 Hz.
F = 125 - 250 - 500 - 1000 Hz
α = 0,63 - 0,80 - 0,70 - 0,47


Terza considerazione personale: se volessi identificare un elemento di arredo casalingo con un assorbimento acustico parimenti efficace in bassa frequenza potrei pensare ai grandi cuscini di un divano foderato in pelle.
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#12

Messaggio da leggere da marco59 » venerdì 4 novembre 2011, 21:25

Nei pannelli risonanti l’energia sonora incidente è costretta a passare attraverso un pannello producendo una deformazione dinamica di quest'ultimo.
Maggiore è l’ampiezza del movimento del pannello o della membrana e maggiore è l’energia persa nel vincere il suo attrito interno.
Anche le finestre e le porte si comportano come strutture fonoassorbenti alla loro frequenza di risonanza, frequenza che dipenderà unicamente dalla loro massa e dalla loro rigidità, visto che non c’è alcuna intercapedine ad influenzarne la frequenza di risonanza.
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#13

Messaggio da leggere da marco59 » sabato 5 novembre 2011, 8:18

Ed ecco i coefficienti di assorbimento di alcuni altri materiali spesso presenti nelle nostre case (da “Corso di Fisica Tecnica – Volume V – Acustica architettonica - 1969 – Ing. Cesare Codegone).

Intonaco
F = 125 - 250 - 500 - 1000 Hz
α = 0,01 - 0,03 - 0,04 - 0,04


Marmo
F = 125 - 250 - 500 - 1000 Hz
α = 0,02 - 0,02 - 0,03 - 0,03


Pavimento in legno
F = 125 - 250 - 500 - 1000 Hz
α = 0,03 - 0,04 - 0,06 - 0,12


Tappeto in velluto
F = 125 - 250 - 500 - 1000 Hz
α = 0,05 - 0,05 - 0,10 - 0,20


Tende pesanti a 20 cm dalla parete
F = 125 - 250 - 500 - 1000 Hz
α = 0,08 - 0,29 - 0,44 - 0,50


Da notare come la tenda, pur essendo più sottile e leggera di un tappeto, solo per il fatto di essere collocata a 20 cm dal muro riesce ad essere molto più fonoassorbente. La spiegazione vi è già nota.
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#14

Messaggio da leggere da scintilla » domenica 27 novembre 2011, 14:30

marco59 ha scritto:la cosa da provare a fare è quella di incollare su tutte le pareti interne del box della moquette gommata: il bello è che la si deve incollare non dal lato gommato (come si fa sui pavimenti) ma da quello del pelo. Il lato gommato (non permeabile all’aria) risulterà rivolto verso l’interno del box e rimarrà flottante, ovvero non rigidamente connesso ai pannelli del box. Saranno le variazioni di pressione interne al box a farlo lavorare (e non la velocità dell’aria).
Interessante !!
praticamente sarebbe lo stesso effetto delle tende a 20Cm di distanza dal muro!!!
Questa soluzione mi sembra molto interessante e semplice da mettere in atto, non per ultimo fa uso di materiali economici.
La scienza non è altro che perversione se non ha come fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità
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#15

Messaggio da leggere da tubovuoto » sabato 3 dicembre 2011, 20:42

:mrgreen: :mrgreen: segnalibro :mrgreen: :mrgreen:


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#16

Messaggio da leggere da marco59 » mercoledì 28 dicembre 2011, 19:30

Con un pavimento in marmo ed una risonanza stazionaria a 60 Hz (tra pavimento e soffitto alto 2,9 m)

Marmo
F = 125 - 250 - 500 - 1000 Hz
α = 0,02 - 0,02 - 0,03 - 0,03


a 60 Hz il pavimento si comporta come uno specchio perfetto e riflette oltre il 99,98 % dell'energia ricevuta (α < 0,02) .

La soluzione di porre un doppio tappeto peloso con pesante supporto gommato (vedi discussione sul "pavimento flottante") non sarebbe affatto da scartare. La superficie del tappeto deve però coprire buona parte del pavimento nella zona dei diffusori. Con un controsoffitto adeguato (con intercapedine di 30 cm) sarebbe però molto meglio.
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dani79
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#17

Messaggio da leggere da dani79 » sabato 6 ottobre 2012, 11:00

marco59 ha scritto: La soluzione di porre un doppio tappeto peloso con pesante supporto gommato (vedi discussione sul "pavimento flottante") non sarebbe affatto da scartare. La superficie del tappeto deve però coprire buona parte del pavimento nella zona dei diffusori. Con un controsoffitto adeguato (con intercapedine di 30 cm) sarebbe però molto meglio.

se non fosse possibile fare un controsoffitto, avrebbe un effetto simile appendere un pannello ma con superficie inferiore all'intero soffitto? sempre distanziato di una trentina di cm e sempre con un bello strato di assorbente sopra.


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#18

Messaggio da leggere da marco59 » sabato 6 ottobre 2012, 11:09

dani79 ha scritto:
marco59 ha scritto: La soluzione di porre un doppio tappeto peloso con pesante supporto gommato (vedi discussione sul "pavimento flottante") non sarebbe affatto da scartare. La superficie del tappeto deve però coprire buona parte del pavimento nella zona dei diffusori. Con un controsoffitto adeguato (con intercapedine di 30 cm) sarebbe però molto meglio.

se non fosse possibile fare un controsoffitto, avrebbe un effetto simile appendere un pannello ma con superficie inferiore all'intero soffitto? sempre distanziato di una trentina di cm e sempre con un bello strato di assorbente sopra.
Si.
Se però non vuoi fare il deposito della polvere, dovresti anche chiudere il tutto sull'intero perimetro.

Il controsoffitto non è necessario sul 100% del locale. Per esempio, se vai nei bar vedi che viene fatto solo sopra al bancone. E così non hai problemi nella zona delle vetrate/finestre/vetrine.
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#19

Messaggio da leggere da dani79 » sabato 6 ottobre 2012, 11:24

per aver effetto a basse frequenze, usando le formule che hai indicato tu nel topic delle onde stazionarie diciamo all'incirca tra 55 e 70hz, e un pannello che occupa circa un 40% (circa 2x1,5m) del soffitto (3x2,5m), a che distanza minima lo metteresti? e che tipo/spessore di assorbente metteresti sopra?

purtroppo la stanza è piccola e sulle pareti non posso applicare mobili profondi o pannelli molto distanti. :(


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#20

Messaggio da leggere da marco59 » sabato 6 ottobre 2012, 12:06

Allora vai di librerie.
Il controsoffitto, invece, non puoi metterlo al di sotto di una altezza minima prevista per legge.
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#21

Messaggio da leggere da dani79 » sabato 6 ottobre 2012, 12:25

ma non ho detto che la stanza è bassa, ho detto che è piccola :D per quello non ho molto spazio per librerie.

parliamo solo di distanza minima dal soffitto e tipo/spessore di assorbente per aver effetto intorno a quelle frequenze. non dell'altezza che avrà da terra. quindi nessuna legge verrà infranta :mrgreen:


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#22

Messaggio da leggere da marco59 » sabato 6 ottobre 2012, 13:21

I fornitori di controsoffitti indicano sempre il grafico di assorbimento acustico dei loro pannelli.
Di solito si iniziano ad avere buoni risultati con una intercapedine da trentina di centimetri ed un buono spessore del materassino assorbente appoggiato sopra al controsoffitto.
Se invece, al posto dei classici pannelli da controsoffitto, utilizzi un solo enorme pannello in compensato fissato sul perimetro esterno l'effetto assorbente sarà alla frequenza di risonanza di tale pannello: si abbassa al ridursi della sua rigidità ed all'aumentare della sua massa. L'inserimento di assorbente acustico nella camera ne allarga l'effetto di assorbimento ad una gamma di frequenze più larga.
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#23

Messaggio da leggere da colappicco » sabato 6 ottobre 2012, 13:32

un po' come la damping port che avevi illustrato ( per il midrange) , ma esteso alla stanza ?!

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#24

Messaggio da leggere da dani79 » sabato 6 ottobre 2012, 18:12

marco59 ha scritto: Esempio A
Un pannello vibrante può essere realizzato con un grande pannello di compensato (spessore 3 mm) abbinato ad una intercapedine di 5 cm . Il coefficiente di assorbimento α è massimo (0,36) a 250 Hz.
F = 125 - 250 - 500 - 1000 Hz
α = 0,25 - 0,35 - 0,20 - 0,07


Se l’intercapedine è tutta riempita con ovatta l’assorbimento migliora. Il coefficiente di assorbimento α è massimo (0,8) a 160 Hz
F = 125 - 250 - 500 - 1000 Hz
α = 0,65 - 0,65 - 0,25 - 0,15


Prima considerazione personale: l’intercapedine è bene che sia riempita di assorbente. Si allarga anche la banda di frequenze su cui si agisce con efficacia.

Seconda considerazione personale: non conviene avere pannelli rigidi (a parità di materiale l’aumento di spessore da 3 mm a 12 mm aumenta la rigidità); la minore deformabilità comporta infatti una minor dissipazione di energia. L’aumento di rigidità lo si ha anche se il pannello (vincolato al suo perimetro) è di piccole dimensioni.

se è vero che diminuendo le dimensioni del pannello aumenta la sua rigidità e quindi la frequenza più assorbita, presumo che aumentanto le dimensioni questa frequenza diminuirà.

ma è possibile quantificarlo? quei coefficienti che hai riportato, a che dimensioni del pannello si riferiscono?


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#25

Messaggio da leggere da marco59 » sabato 6 ottobre 2012, 19:33

Potrei immaginare che ad un raddoppio della dimensione la frequenza dimezza,
ma anche la cedevolezza aumenta e poi la massa oscillante aumenta (anche a parità di spessore).
marco59

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