PSICOACUSTICAIl nostro cervello campiona ritmicamente...

(Studio della psicologia della percezione acustica soggettiva dei suoni)

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Sandro Berio
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Il nostro cervello campiona ritmicamente...

#1

Messaggio da leggere da Sandro Berio » martedì 21 novembre 2017, 11:16





marco59
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#2

Messaggio da leggere da marco59 » martedì 21 novembre 2017, 23:01

Se avete letto CHF 223 ho riportato quanto è ben noto:
con un giusto segnale di test che non va a saturare la nostra capacità di attenzione ed elaborazione si può sentire quello che non sentiremo mai con un brano musicale dove la nostra attenzione va a diluirsi su tanti dettagli.

Condivido dunque pienamente che:

"Quando esaminiamo una scena non tutte le sue parti sono egualmente salienti: alcune ricevono più attenzione di altre e queste vengono analizzate con priorità – spiega Tam Ho – Questa è una strategia molto efficace: permette di concentrare le nostre risorse attentive, di solito molto limitate, su specifici oggetti di interesse, invece di diluirle su tutta la scena. Allo stesso modo le risorse attentive possono essere concentrate in brevi frazioni di tempo: come una luce stroboscopica che lega insieme gli oggetti della scena illuminati simultaneamente".

Quindi abbiamo anche un campionamento a risoluzione variabile.
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#3

Messaggio da leggere da marco59 » domenica 26 novembre 2017, 10:30

Il nostro sistema uditivo è un continuo check e reset.
E' un "continuo" adeguamento della nostra sensibilità. Siamo analogici. Se volessimo pensare ad una periodicità potrei pensare ad un campionamento molto fitto.

Gli effetti di questi "checks" non è detto che siano dei comportamenti ugualmente rapidi in fase di salita o di riduzione della nostra sensibilità.

Dopo un forte picco di pressione rimaniamo assordati (si perde in sensibilità) e ci vuole un po' di tempo per tornare a poter apprezzare i suoni deboli.

E' evidente, poi, che se siamo in una situazione dove ci troviamo settati con un alta sensibilità (immaginiamoci in un ambiente molto silenzioso e senza rumori estranei) se si verifica un evento che genera un improvviso rumore ecco che non solo ci sembrerà che sia fortissimo ma ci ritroveremo ad essere pure spaventati.

Bisogna essere dei professori per capire come siamo fatti?
marco59


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#4

Messaggio da leggere da Sandro Berio » lunedì 27 novembre 2017, 13:44

Sei stato piu' che esauriente, in questo momento non saprei cosa aggiungere, d'altro canto mi piacerebbe che la discussione non finisse li'.
Vedremo...


marco59
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#5

Messaggio da leggere da marco59 » lunedì 27 novembre 2017, 21:55

Io direi che siccome il nostro sistema uditivo ce lo ritroviamo in azione durante l'intero arco della nostra vita, non penso lo si debba compensare quando lo utilizziamo per ascoltare musica con il nostro impianto.

L'ascolto della realtà è poi un riferimento eccezionale : live vs recorded.

Al Gran Galà di Milano ho comprato un CD dove è registrata una situazione abbastanza nota a chi pratica pallacanestro: immaginatevi di essere in palestra con un giocatore che palleggia ripetutamente tutto intorno a voi. Da ascoltare.
L'ambiente riverberante della palestra completa il quadretto sonoro e rende il tutto effettivamente realistico e utile a saggiare una prestazione senza essere distratti da una eccessiva massa di informazioni in arrivo al nostro cervello.

Inoltre sarà molto difficile riuscire a ricostruire una scena sonora riprodotta su 360 gradi sferici (sul piano orizzontale e sul piano verticale).

E la nostra sensibilità, oltre che nel tempo, cambia anche a seconda della direzione con cui ci pervengono i suoni. I segnali di provenienza laterale se sono in gamma media li dovremmo sentire più forte di quelli che arrivano da una direzione frontale.
marco59


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#6

Messaggio da leggere da Sandro Berio » martedì 28 novembre 2017, 19:19

marco59 ha scritto:
lunedì 27 novembre 2017, 21:55
Inoltre sarà molto difficile riuscire a ricostruire una scena sonora riprodotta su 360 gradi sferici (sul piano orizzontale e sul piano verticale).
Visto che hai citato questo dettaglio, quando ho letto quello che hai scritto sulla ripresa binaurale in CHF ho pensato che potrei
assemblare un "vero" sistemino di ripresa secondo le tue indicazioni (cioe' microfono non appoggiato all'esterno del condotto uditivo
come normalmente proposto dalle case produttrici, bensi' all' interno dello stesso).
Da qualche parte ho 5 capsule omnidirezionali Panasonic WM61 (risposta in frequenza perfettamente piatta), modificate secondo
Linkwitz (viene isolato il terminale Source del Fet dal Ground,quindi alla capsula (o dalla capsula) partono i fili per il Drain, il Source
e il GND).Ho anche un piccolo preamplificatore stereo autocostruito che va a 9v e funziona bene.
Tra le 5 capsule non dovrebbe essere difficile trovarne 2 con sensibilita' quasi uguale.
Il grosso problema e' trovare dei fili sufficientemente sottili da non interferire con la capsula,molto elastici ma molto robusti.
Con del silicone bicomponente autopolimerizzante si puo' fare una massa che si inserisce perfettamente nel condotto uditivo,indurisce,
si estrae, poi si scava (questo e' difficile),e si blocca in posizione l'insieme capsula-conduttori con silicone dello stesso tipo.


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#7

Messaggio da leggere da marco59 » martedì 28 novembre 2017, 20:27

Con le registrazioni Chesky sono riuscito a sentire la presenza di sorgenti acustiche posteriori. Niente da fare per le sorgenti frontali.

Mi piacerebbe allora realizzare una cuffia che riesca a fare quanto non siano riusciti a fare i vari costruttori di cuffie che si contendono il mercato mondiale. Ricostruire il segnale di una sorgente frontale, magari anche con una registrazione tradizionale.

Sono in una fase in cui le idee continuano a prendere forma , completando un po' alla volta i vari pezzi del puzzle.

Realizzare una testa artificiale da usarsi per effettuare registrazioni dal vivo? Serve una testa con delle orecchie (oltre ai microfoni).
marco59


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#8

Messaggio da leggere da Sandro Berio » martedì 28 novembre 2017, 21:08

marco59 ha scritto:
martedì 28 novembre 2017, 20:27
Realizzare una testa artificiale da usarsi per effettuare registrazioni dal vivo?
No no,carissimo,la mia testa!


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#9

Messaggio da leggere da marco59 » martedì 28 novembre 2017, 22:00

Scusa, non avevo capito.

Sarebbe una prova molto interessante.

Poi le registrazioni andranno ascoltate con degli auricolari con l'altoparlante collocato esattamente dove andrai a piazzare la membrana del microfono.
marco59


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#10

Messaggio da leggere da Sandro Berio » mercoledì 29 novembre 2017, 15:46

marco59 ha scritto:
martedì 28 novembre 2017, 22:00
Scusa, non avevo capito.
per carita', ci mancherebbe
marco59 ha scritto:
martedì 28 novembre 2017, 22:00
Poi le registrazioni andranno ascoltate con degli auricolari con l'altoparlante collocato esattamente dove andrai a piazzare la membrana del microfono.
si,come hai scritto nel secondo articolo

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colappicco
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#11

Messaggio da leggere da colappicco » giovedì 30 novembre 2017, 12:05

Il pianoforte, che è uno strumento ritmico e percussivo, si adatta bene per le composizioni melodiche. Facendo poi il radiografico attack-sustain-decay alla singola nota e note multiple( accordi) ci si può ritrovare in un mare bello mosso, ma sempre mare ( piatto ).
Ok, la seconda frase non significa niente, ma la prima ( copiata ! ) è vera ! Per dire che il pianoforte ben si "accorda " alla nostra sensibilità.

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#12

Messaggio da leggere da el PRATos Gonzales » giovedì 20 giugno 2019, 14:55

Il nostro cervello campiona ritmicamente...


...FINALMENTE risolta la diatriba analogico vs digitale.


Rassegnatevi fanatici digitalisti: finché non vi farete installare dal vostro chirurgo, un cavo nel cervello per sincronizzare il clock dello stesso con quello del riproduttore hifi, qualsiasi sistema analogico di buona qualità risulterà sempre superiore !
Ho gusti diversi, ascolto (e suono) musica molto diversa, il mio impianto hifi è estremamente diverso !

Musico, poeta y LOCO !


marco59
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#13

Messaggio da leggere da marco59 » giovedì 20 giugno 2019, 21:19

Avendo seguito un corso di guida sicura (tenuto da Quattroruote)
abbiamo fatto tesoro di quanto ci hanno spiegato.

Se il nostro cervello è distratto o impegnato in una telefonata tutti i nostri sensi (vista, udito, e ad altri sensi) campioneranno la realtà che ci circonda a bassa risoluzione (pochi campioni e in un range visivo e uditivo più limitato), non vedendo e non sentendo una gran parte dei segnali, un po' come se la realtà che ci circonda fosse solo rumore di fondo da cancellare.
marco59

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