PSICOACUSTICASuono anni 50

(Studio della psicologia della percezione acustica soggettiva dei suoni)

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MaxVarese
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Suono anni 50

#1

Messaggio da leggere da MaxVarese » venerdì 24 maggio 2019, 18:49

Salve, amo ascoltare diversi generi musicali di artisti di diverse epoche, di recente ho riascoltato delle incisioni originali d'epoca non rimasterizate di Chuck Berry.
Mi piace sentire i difetti delle incisioni dell' epoca quel suono che sembra venire da lontano, come lontano è nel tempo, la chitarra metallica, e la voce del cantante che sembra passare da un condotto stretto e qui cambi di compressione dinamica fatti a gradini..
So che questa non è alta fedeltà, ma quei difetti mi fanno sembrare di viaggiare nel tempo e ascoltare Chuck sul palco..
Da un punto di vista del segnale in transito nell' amplificatore cosa da luogo a queste sensazioni?
Non sarà solo una questione di armoniche pari..


La scienza è solo una perversione, se non ha come fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell' umanità.
Nikola Tesla

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MaxVarese
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#2

Messaggio da leggere da MaxVarese » venerdì 24 maggio 2019, 20:00

Ps. Ho anche provato a infilare la mia versione del Fever tra sorgente e ampli per sentire se quella fabbrica di THD enfatizzasse ulteriormente quei difetti, sembrerebbe di no... :|
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SHAR_BO
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#3

Messaggio da leggere da SHAR_BO » venerdì 24 maggio 2019, 21:00

Per quello che ho sentito dire,
non credo che si tratti di quantità e tipo di distorsione, negli anni '50 le apparecchiature professionali erano già piuttosto buone.
Credo invece che si tratti di aspetti più sottili e difficilmente riproducibili oggidì:
quantità e tipi di microfoni, loro posizionamento, gusto del tecnico del suono che esegue le riprese, gusto del tecnico del suono che fa il missaggio, tecnica di registrazione su nastro, a volte in presa diretta senza passare per studio e missaggio.
Adriano Cagnolati

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#4

Messaggio da leggere da MaxVarese » mercoledì 29 maggio 2019, 17:13

Grazie sig Shar_bo..
Esistono libri che raccontino la storia dell' evoluzione della tecnologia in ambito audio professionale?
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Pierluigi Marzullo
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#5

Messaggio da leggere da Pierluigi Marzullo » mercoledì 29 maggio 2019, 19:24

Ho dei CD con registrazioni dei primi anni '50, e se non te lo dico non te ne accorgi -
o meglio, te ne accorgi perché in quelle stereo tendevano a dividere le tracce degli strumenti tra i vari canali,
ma la qualità dei microfoni e registrazione era perfetta ...

:)
Pierluigi Marzullo

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SHAR_BO
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#6

Messaggio da leggere da SHAR_BO » venerdì 31 maggio 2019, 20:56

MaxVarese ha scritto:
mercoledì 29 maggio 2019, 17:13
Esistono libri che raccontino la storia dell' evoluzione della tecnologia in ambito audio professionale?
Non ne conosco, sorry.
Adriano Cagnolati

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SHAR_BO
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#7

Messaggio da leggere da SHAR_BO » venerdì 31 maggio 2019, 21:13

Questo non è molto tecnico, un po' dispersivo, ma può dare un'idea dell'evoluzione della tecnica nel tempo.
lib640.jpg
Adriano Cagnolati

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#8

Messaggio da leggere da MaxVarese » sabato 1 giugno 2019, 7:35

Grazie, il titolo è promettente..
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el PRATos Gonzales
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#9

Messaggio da leggere da el PRATos Gonzales » giovedì 20 giugno 2019, 14:05

In generale, la tecnologia dell'epoca, e il modo in cui veniva usata, permetteva di mettere in maggiore evidenza rispetto al resto, quegli aspetti del suono che aiutano il "sistema orecchio-cervello" a transcodificare quanto percepito, in una rappresentazione interiore dei suoni che sia verosimile (e quindi facilmente evocativa di emozioni realistiche, quando non in grado addirittura di ricostruire l'avvenimento originale).

La tecnologia odierna, benché più precisa tecnicamente, e il modo in cui viene usata, impedisce, sovente, al "sistema orecchio-cervello" di acquisire l'equilibrio di dati necessario, portandolo a classificare quanto ascoltato come irreale, innaturale, falso, ecc.
Ho gusti diversi, ascolto (e suono) musica molto diversa, il mio impianto hifi è estremamente diverso !

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Pierluigi Marzullo
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#10

Messaggio da leggere da Pierluigi Marzullo » giovedì 20 giugno 2019, 23:31

La musica attuale è sempre piena ...

intendo dire di suono, per cui è difficile discriminare,
mentre una volta utilizzavano pochissimi strumenti (e piste di registratore)
per cui la registrazione era molto più chiara, diretta e analitica ...

:)
Pierluigi Marzullo

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#11

Messaggio da leggere da MaxVarese » venerdì 21 giugno 2019, 5:14

Volete dire che la differenza sta nel come il brano è stato "assemblato" oggi si parte da una traccia per ogni strumento o voce, un tempo massimo 4 tracce con strumenti leggermente sovrapposti già in fase di registrazione???
La scienza è solo una perversione, se non ha come fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell' umanità.
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el PRATos Gonzales
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#12

Messaggio da leggere da el PRATos Gonzales » venerdì 21 giugno 2019, 7:49

MaxVarese ha scritto:
venerdì 21 giugno 2019, 5:14
Volete dire che la differenza sta nel come il brano è stato "assemblato" oggi si parte da una traccia per ogni strumento o voce, un tempo massimo 4 tracce con strumenti leggermente sovrapposti già in fase di registrazione???
Anche. (...ma non solo)
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#13

Messaggio da leggere da el PRATos Gonzales » venerdì 21 giugno 2019, 8:21

MaxVarese ha scritto:
venerdì 21 giugno 2019, 5:14
Volete dire che la differenza sta nel come il brano è stato "assemblato" oggi si parte da una traccia per ogni strumento o voce, un tempo massimo 4 tracce con strumenti leggermente sovrapposti già in fase di registrazione???

Un musicista sente l'altro come suona, e suona di conseguenza. Si "sentono" l'un l'altro. Uno "parla", l'altro "risponde". Anche improvvisando. I componenti di una orquesta, una banda, un combo, un conjunto, suonando, è come se "fanno l'amore" fra di loro....

....come può, esso, essere fatto, assemblando in differita pezzi di cose registrate in momenti diversi ?

Possibile che la venerata alta tecnologia odierna non riesca a registrare (non dico in modo perfetto) tale evento "live" ? ...se persino quella di decenni addietro riusciva talvolta ad avvicinarvisi?

O forse c'è anche in questo campo, un perverso e diabolico impegno dell'essere umano (sempre meno tale), ad allontanare il più possibile sè stesso, dalla propria umanità.
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#14

Messaggio da leggere da MaxVarese » venerdì 21 giugno 2019, 14:35

el PRATos Gonzales ha scritto:
venerdì 21 giugno 2019, 8:21
O forse c'è anche in questo campo, un perverso e diabolico impegno dell'essere umano (sempre meno tale), ad allontanare il più possibile sè stesso, dalla propria umanità.
Hanno tolto la passione e l'improvvisazione e l'hanno sostituita con la matematica..
Chi monta il brano non si affida più alle orecchie o almeno in caso di dubbio pende per il parere del computer..
Ma allora il suono anni 50 Esiste? Per me si.
Grazie a tutti..
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#15

Messaggio da leggere da Easy-Lab » venerdì 21 giugno 2019, 18:31

MaxVarese ha scritto:
venerdì 21 giugno 2019, 5:14
Volete dire che la differenza sta nel come il brano è stato "assemblato" oggi si parte da una traccia per ogni strumento o voce, un tempo massimo 4 tracce con strumenti leggermente sovrapposti già in fase di registrazione???
Un bell'esempio dell'uso delle 4 tracce e questo:
https://www.youtube.com/watch?v=YYmRA45BZmc

un po' più avanti degli anni '50... ma a mio gusto personale, molto bello da sentire...

saluto tutti.
Ps. al quel tempo ero un ragazzo... :D :D ora sono passati diversi anni, ma i gusti non cambiano.


marco59
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#16

Messaggio da leggere da marco59 » venerdì 21 giugno 2019, 21:34

Se si usano 120 microfoni ... (come al Concerto di Piazza Duomo a Milano con l' Orchestra della Scala)

Anche per sentire quello che in mondo-visione vedete stasera in TV su RAI 1 all'Arena di Verona (bellissima), "La Traviata" firmata Zeffirelli (di bellezza straordinaria), quanti microfoni pensate siano stati piazzati? Non saprei, ma forse per le voci sul palco hanno intelligentemente usato pochi microfoni (a distanza).

Se ogni voce avesse un suo microfono la sentiremmo sempre forte allo stesso livello, sia se ci viene vicino sia se si è allontanata nel fondo della scena. Tutto suonerebbe sempre alla stessa distanza. E poi i microfoni ravvicinati alla sorgente non captano l'ambienza (si devono mettere microfoni per riprendere l'ambienza e gli applausi).

Se invece sentiamo la voce naturale la sentiremo insieme all'ambienza e la sentiremo cambiare se si volta e ci rivolge le spalle e se si allontana la sentiremo più lontana.

Con tanti microfoni ci fanno sentire tutto allo stesso livello. Dal vivo non è così.

Chi è tra il pubblico (fortunati) sente tutto in acustico, voci e orchestra, senza nessun altoparlante, senza nessun microfono. Chi non ha mai provato a sentire come si sente, spero si renda conto di quale miracolo avviene.
marco59


gfm
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#17

Messaggio da leggere da gfm » venerdì 5 luglio 2019, 20:08

MaxVarese ha scritto:
mercoledì 29 maggio 2019, 17:13
Grazie sig Shar_bo..
Esistono libri che raccontino la storia dell' evoluzione della tecnologia in ambito audio professionale?
Un libro a mio parere eccellente - ma in inglese - e': "Perfecting Sound Forever" di Greg Milner - Granta Publications
Ciao

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